“Nagareyama Adventure” – recensione + intervista su Technology Pops

Nagareyama Adventure, Susumu Hirasawa, Vidra,平沢進

La webzine-cult giapponese Technology Pops ha dedicato un lungo speciale al mio Nagareyama Adventurehttp://reryo.blog98.fc2.com/blog-entry-1003.html. Ecco la versione tradotta dell’intervista, buona lettura.

1. Come hai conosciuto Technology Pops?

Stavo cercando informazioni sul techno-pop e sulla new wave giapponese. Mi sono fermato qui perché il sito offre un’analisi completa dei dischi: mi piace l’approfondimento di tutti i parametri (dall’uso della melodia e dell’armonia fino all’uso delle tecnologie musicali). Ho scoperto tanti artisti grazie a questo portale.

2. Tu sei un grande fan di Susumu Hirasawa. Cosa ti piace della sua musica? Qual è il tuo album preferito? Qual è la tua canzone preferita?

Sì, amo Mr Hirasawa. Quando ho ascoltato per la prima volta Bridge Builder, è stata una folgorazione (https://www.youtube.com/watch?v=3AuU_DKToRg). Ricordo che Hirasawa descrive la sua musica come “moderna, antica e transpersonale”: amo le sue composizioni perché sono la sintesi di questi tre aspetti. Amo la musica barocca e i suoni futuristici, credo, inoltre, che la Musica sia ricerca spirituale. I miei dischi preferiti sono Aurora e Siren, le mie canzoni preferite Love song e Mermaid song.

3. C’è un altro artista giapponese che preferisci, oltre Susumu Hirasawa?

Amo Miharu Koshi. Boy Soprano è, per me, la Bibbia del synth-pop barocco. Io ascolto spesso Yube no inori, canzone onirica. Apprezzo anche gli Zabadak: penso siano la miglior band giapponese per melodie. 遠い音楽 è il mio album preferito. Inoltre, penso che Shimizu sia un genio: la mia musica strumentale per il video Surreal di Edy Fummo è un tributo al suo mondo synthpop-fusion (https://www.youtube.com/watch?v=JA6UJwT-7dg). Tra gli artisti più giovani, apprezzo i Lender: la mia canzone L’Uomo Tigre è ispirata al loro primo album.

4. Cosa ti piace del techno-pop giapponese?

Mi piacciono gli artisti techno-pop giapponesi perché sono liberi sperimentatori: la musica italiana attuale è spesso un’imitazione della musica statunitense più mediocre… La musica giapponese è un rifugio per me.

5. Consiglia tre artisti non giapponesi agli ascoltatori giapponesi.

Consiglio tre artisti di musica classica italiana. Il primo è il supremo Gian Francesco Malipiero (https://www.youtube.com/watch?v=6wUgmW39OCA&t=94s). Il secondo è Ottorino Respighi (https://www.youtube.com/watch?v=5TIfNFZUrmU), il terzo è Adriano Lualdi (https://www.youtube.com/watch?v=PIL3jtyByck&t=66sQ6).

6. Parlami dei retroscena di Nagareyama Adventure. Com’è nato?

Nagareyama Adventure è la versione giapponese del disco ufficiale italiano de Il Vangelo Secondo Mattei, colonna sonora in uscita per Soter Label. L’etichetta mi ha concesso di stampare questa edizione per gli ascoltatori giapponesi. La tracklist è un viaggio nel mio mondo elettronico: Il Vangelo secondo Mattei e Torneo sono ispirate ad Hirasawa, Lei di dove siete? e L’Asino di Plastica sono ispirate ai Righeira, pionieri dell’italo-disco, La lettera e La lettera II prendono spunto dalle atmosfere dei Tangerine Dream, L’Uomo Tigre è un omaggio ai Lender…

7. Sei venuto in Giappone ad Ottobre dello scorso anno e hai suonato alla Nagareyama High School. Come mai hai deciso di suonare lì e non al centro di Tokyo?

Sono stato invitato da un professore americano, David Klug; mi piacerebbe organizzare un grande show in una delle prefetture centrali. Spero di ritornare presto.

8. Anche in questo disco c’è la viola di Michela Coppola: qual è la differenza tra Nagareyama Adventure e La fine delle comunicazioni?

Sì, Michela ha suonato la viola e mixato le canzoni. Lei è la vera produttrice del disco. La fine delle comunicazioni è un disco italiano di synthpop barocco, al contrario “Nagareyama” è un tentativo di fare della musica scarna, essenziale: mi sono imposto di usare pochi accordi e pochi suoni; le tracce sono tutte come dei jingle radiofonici… ma, alla fine, la mia essenza barocca riemerge nel Quartetto in modo lidio (ispirato a Malipiero). Credo che questa traccia sia il ponte verso le nuove composizioni in stile classico che sto scrivendo…

9. Quest’album contiene canzoni dal film italiano Il Vangelo secondo Mattei. Di che film si tratta?

Il Vangelo secondo Mattei è una commedia italiana. L’attore principale è Flavio Bucci, famoso per Suspiria di Dario Argento. Il film parla in modo surreale della corruzione legata alle estrazioni petrolifere.

10. Quest’album contiene due remix. Perché hai chiesto a me e a Donato Epiro di partecipare?

Apprezzo molto lo stile di Donato, penso sia tra i migliori della scena ambient attuale in Italia. Puoi ascoltare le sue produzioni qui: https://soundcloud.com/donatoepiro. Per quanto riguarda te, mi interessava avere un remix realizzato da un vero artista techno-pop giapponese. Il tuo lavoro, infatti, è un mix di Teruo Nakano e dello stile tradizionale degli P-model: esattamente quello che cercavo!

11. In quest’album sono presenti i tuoi tipici synth, ormai caratteristici: Siel Cruise e Kawai Spectra. Perché li usi?

Sì, sono gli elementi principali del mio kit: ho scelto la Cruise + la Spectra perché volevo un mix di sound italiano e giapponese (io applico all’elettronica la stessa idea di Puccini e Mascagni: creare un ponte culturale tra Italia e Giappone). La SIEL è il simbolo della prima elettronica italiana, la Spectra è, per me, il simbolo dell’era di Kotobuki negli P-model, quindi del vostro miglior techno-pop anni ’90. Uso la Spectra per gli arpeggiatori e i lead, la SIEL per i pad, gli archi e il piano elettrico. Inoltre, con la Spectra posso inventare molti suoni originali con la sintesi additiva.

12. Quali sono gli altri strumenti che preferisci? (tastiere, software, effetti)

I miei synth preferiti sono la Roland D-50, la Roland Juno e la Crumar Bit 99. I miei vst preferiti sono Ace della U-he e Synth1. Il mio effetto preferito è lo Space Echo.

13. Ora mi interessa chiederti di ogni singola traccia di Nagareyama: Il Vangelo secondo Mattei è il tema principale della colonna sonora. La viola di Michela è centrale, con quella dolce melodia… La voce campionata è di Antonella Gigantino?

No! La voce è mia. L’ho estratta da Benedetta tu sia, luna calante, da La fine delle comunicazioni. La voce campionata in Torneo è, invece, tratta da una versione a cappella di Lascia che io pianga di Jaroussky.

14. Ne La lettera i pad dominano su tutto, con un sound alla Tangerine Dream, ma dietro possiamo ascoltare la trama di un suono metallico molto originale: come l’hai realizzato?

Il suono metallico è un’idea di Michela. L’ha realizzato con un lavoro di filtering sul pad stesso.

15. Lei di dove siete? parte dall’atmosfera principale della colonna sonora, ma finisce come una canzone techno-pop. Mi piace la varietà dei suoni (il tappeto ritmico noise, le atmosfera con i pad, l’arpeggiatore, i brass che sembrano delle sirene lancinanti). Come è nata?

Questa canzone rappresenta bene il mio metodo di lavoro: inizio con un’architettura manieristica e dopo inserisco degli elementi che deviano da quel mondo sonoro. In questo caso, sono partito da un sound italo-disco… e nel centro ho creato una sospensione new age, introducendo l’armonia lidia.

16. La lettera II, invece, è chiaramente un sequel de La lettera: mi piace quella voce lontana che sembra il canto spirituale d’un misterioso uccello. Come l’hai realizzato?

In realtà, mentre scrivevo questa traccia, stavo pensando ad un’immersione sottomarina (la stessa immagine mentale di Alfa Tau, traccia presente in Tributo a Susumu Hirasawa). Potrebbe essere il canto di una balena… La voce lead è un suono della Spectra con un delay variabile, messo a punto da Michela.

17. L’Uomo Tigre è una canzone che sembra vicina al mondo dei VIDRA, con arpeggio ad effetto e coro malinconico. Ci sono più suoni delle altre canzoni e un ritmo industriale a dare enfasi. Dici di esserti ispirato ai Lender: a quale canzone nello specifico?

L’Uomo Tigre è una canzone ambiziosa: volevo realizzare una versione moderna di Isis Pool di Bruno Nicolai (dal film erotico Caligula, Tinto Brass, https://www.youtube.com/watch?v=TrxBkis9IeE). Ho scelto un tocco alla Lender, ispirandomi a “Makasyo”.

18. Anche l’Asino di Plastica è uno sviluppo del tema iniziale. Il finale è particolarmente sorprendente…

Sì, è la terza variazione. Il tema conclusivo è nato da un’improvvisazione durante il live a Nagareyama. Melodia semplice, ma mi fa pensare in un solo tempo ai piccoli temi techno-dance e alla musica del Settecento italiano.

19. Torneo è una piccola traccia basata su una sequenza acida, una batteria riverberata, un pianoforte stiloso e una voce riversata… Da dove hai presto questa voce?

Si tratta della voce di cui ti parlavo all’inizio (Jaroussky), non è in reverse! Ho realizzato questo sample per il brano Mormyridae con i SYS. Lo riutilizzo spesso. La batteria distorta è ispirata alla parte di batteria di Siren di Hirasawa. Il piano jazz è un tributo a Joe Jackson.

20. Per quanto riguarda Lo Strappo, credo sia la traccia più influenzata da Hirasawa. L’atmosfera, ad un certo punto, cambia completamente con l’intervento della chitarra di Pasquale Pepe Romano. Qual è stato il suo contributo? Il finale con la voce campionata mi ricorda Cumuli di te dei VIDRA… sembra un gioco, è così?

Pasquale Romano è un chitarrista giovane e talentuoso. Ama la musica modale come me. Ha scelto lui l’armonia della seconda parte progressive. Sì, questo brano è un gioco: volevo unire una suite prog ad una traccia di stile elettronico africano. Il basso del finale guarda al mondo dei Bhundu Boys, che io amo (https://www.youtube.com/watch?v=ngNEk3sJgfQ).

21. Quartetto in modo lidio è un piccolo epilogo classico, senza elettronica. Hai già detto che anticipa tue nuove composizioni classicheggianti: anche in quel caso non ci sarà elettronica?

Probabilmente no, solo viola in overdub.

22. Quando uscirà, invece, il secondo album dei VIDRA?

Il secondo album è in workin’ progress. Non abbiamo una data di fine lavoro. Posso anticipare che sarà un disco techno-pop molto più diretto e potente di “La fine delle comunicazioni”. Gabriele Loria Billyman RupaRupa, nostro produttore (che ha curato anche il mastering di Nagareyama Adventure), sta semplificando il nostro stile, dandoci una nuova direzione, più moderna…

23. Per finire, manda un messaggio agli ascoltatori giapponesi!

Invio un messaggio di ringraziamento a tutti i sostenitori dei VIDRA e anche a Mr Nakano, che supporta Rupa Rupa Records e la nostra musica! Grazie.

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